Tapì su Corriere dell'Innovazione

Occhiali che suonano, tappi che parlano, volanti che ascoltano

Occhiali e maschere per sport invernali intelligenti, volanti che rilevano il battito cardiaco, tappi di bottiglia che parlano con lo smartphone.

Quattro oggetti, quattro progetti industriali del Nordest per spiegare cos’è l’Internet delle cose, lo scenario in cui gli oggetti, connessi in rete, inizieranno a parlare tra loro diventando intelligenti. Il progetto più noto è quello di Luxottica con i Google Glass, occhiali che combineranno lo sviluppo di nuove tecnologie con un design all’avanguardia e iconico. «Uno dei limiti della tecnologia wearable (indossabile) è legato all’accettazione del prodotto da parte di un pubblico più vasto- afferma Fabio Borsoi, direttore Ricerca e Sviluppo Luxottica -. Gli occhiali sono anche un accessorio di moda, in cui la gente si riconosce e attraverso cui si vede più bella. Non si tratta semplicemente di prendere pezzi di tecnologia e metterli all’interno di un prodotto, in settori come il fashion tutto va ricondizionato al valore del prodotto in sé». Oakley, uno dei marchi d’avanguardia di Luxottica, vanta già il successo di Airwave 1.5, una maschera per sport invernali destinata ai consumer più smart. Evoluta grazie alla tecnologia Hud (head-up display) rende possibile navigare sulle mappe del luogo, accedere a dati analitici su salti, velocità e altitudine, gestire la propria colonna sonora, localizzare e seguire gli spostamenti sulle discese degli amici che indossano la stessa maschera o hanno installato Oakley Airwave Snow App sul loro smartphone. E tutto questo senza distogliere l’attenzione dalla pista.

Il volante che rileva il battito cardiaco
Anche alla Zoppas Industries, da oltre cinquant’anni produttrice a livello mondiale di resistenze e sistemi riscaldanti, si punta sull’Internet delle Cose. «Il nostro prodotto tradizionale - racconta Federico Zoppas, direttore generale - trasforma energia elettrica in calore. Nel futuro la funzione principale potrebbe non essere più solo questa. Ad esempio nel settore automotive abbiamo integrato al dispositivo che riscalda il volante anche la sensoristica che registrando i parametri vitali del guidatore ne controlla l’attività ma aggiunge anche valore al prodotto perché ne amplia gli sbocchi, in questo caso nel settore biomedicale». In questo scenario l’ecosistema sviluppatosi attorno ad H-Farm di Roncade è un terreno fertile di collaborazioni per molte aziende del territorio che cercano competenze e know how specialistico in ambito digitale.

IoE Talks
Sarà lì che mercoledì 17 giugno dalle 9.30 si terrà l’IoE Talks, un progetto di Cisco Italia nato per portare il messaggio dell’Internet delle Cose sul territorio. Si parlerà anche del caso della Tapì di Alberto Baban, presidente della Piccola di Confindustria: «Il digitale - spiega - ha trovato la sua applicazione in un tappo intelligente per le bottiglie di alcolici che sarà lanciato ufficialmente sul mercato in autunno. Sfruttando la tecnologia Nfc chiunque aprirà una bottiglia e avvicinerà il telefono al tappo potrà accedere a contenuti multimediali direttamente visibili sul telefono. Il tappo diventerà un elemento social rivoluzionando, perciò, anche la logica di marketing e studio del consumatore».

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